Come creare il proprio concime naturale

Dai rifiuti organici quotidiani al compost: quando concimare è bio

Bucce, fondi di caffè, foglie secche e rifiuti organici domestici fanno la differenza nella coltivazione sia di piante ornamentali che di alberi da frutto e ortaggi. Dal compostaggio nasce un fertilizzante naturale, il compost, che restituisce sostanza organica alla terra senza ricorrere a sostanze chimiche nocive per il terreno. Destinare un angolo del proprio giardino al compostaggio significa gestire un sistema biologico dove insetti, batteri e funghi convertono gli scarti organici in composti chimici più semplici e stabili: sali minerali, acqua e anidride carbonica.

Il punto migliore per collocare il compost è all’ombra di un albero sempreverde che con i suoi rami lo proteggerà dalla calura eccessiva e dagli acquazzoni. È utile preparare il terreno sottostante con una zappettatura e un letto di potature sminuzzate per facilitare il drenaggio e lo scambio di microrganismi col terreno. Coprire il cumulo con un panno di juta può aiutare inoltre a mantenere l’umidità e a proteggere il compost dai raggi diretti del sole.

Il processo di decomposizione è favorito dall'ossigenazione, per cui è necessario un periodico rivoltamento del materiale per mantenere un sufficiente livello di porosità. Per vivere e riprodursi, i microorganismi hanno bisogno anche di una temperatura favorevole, per cui il compost deve essere chiuso e sufficientemente isolato dall'ambiente esterno. Il rivoltamento, la pioggia e il freddo abbattono la temperatura del materiale, e quindi rallentano il processo di decomposizione.

Il processo di trasformazione dell’organico in humus varia a seconda del clima e delle stagioni, nonché del metodo scelto (composter, buca o cumulo). La costante è la pazienza: bisogna curare il sistema e.. attendere che la natura faccia il suo corso.