Gli olivi in fiore si vestono di bianco

L’importanza di una fioritura serena

Con l’arrivo della bella stagione le cultivar si ovattano di bianco: gli olivi arrivano a fioritura, schiudendo piccoli grappoli di gemme bianche tra le foglie e gli steli dei rami nuovi. Già all’inizio della primavera i rami di olivo nelle cultivar si caricano di mingole (marzo-aprile), piccole infiorescenze bianche di 10-15 fiori ciascuna, da cui sbocceranno i fiori (maggio-giugno), compiendo il primo stadio del processo di maturazione delle olive. Sono fiori senza profumo, ermafroditi e con impollinazione anemofila, cioè che sfruttano il vento per il trasporto del polline.

La fioritura non è una promessa produttiva, poiché una copiosa quantità di fiori sulla pianta non corrisponde automaticamente a una produzione altrettanto florida: sono infatti le caratteristiche genetiche, le condizioni ambientali e pedologiche, lo stato idrico e nutrizionale in cui si trova o è gestita la pianta a concorrere al mantenimento di buona parte dei fiori, creando le condizioni per l’allegagione, la fase iniziale dello sviluppo dei frutti successiva alla fioritura.

Quando il fiore si trasforma in frutto, la corolla appassisce e si secca, ma resiste sul ramo fino a quando l'ingrossamento dell'ovario non ne avrà provocato il distacco. I fiori che non produrranno frutto si staccano invece dal ramo, creando il fenomeno della colatura: un comportamento fisiologico della pianta, dal momento che la maggior parte dei fiori ha lo scopo di produrre il polline.

Il passaggio dalla fioritura all’allegagione è uno dei momenti più importanti dello sviluppo del futuro raccolto. Un decorso ottimale è favorito da una temperatura diurna compresa tra i 20 e i 25 °C, una ventosità diffusa e costante e poca pioggia, soprattutto quando i fiori sono aperti. Ecco perché i dati che raccogliamo nel real time di O’you possono essere d’aiuto sia al consumatore, per conoscere il ciclo produttivo del nostro olio, sia al produttore, per monitorare in tempo reale le condizioni delle cultivar.

 In media solo il 2% dei fiori svilupperanno il frutto finale, e molte sono le variabili da tenere d’occhio, prima tra tutte lo storico della pianta, poiché esiste una correlazione negativa tra il carico dei frutti e la differenziazione a fiori: un elevato carico di olive nella raccolta precedente induce alla produzione di un minor numero di gemme a fiore l'anno successivo, determinando uno dei fattori che spiegano l'alternanza di produzione tipica dell'olivo. È quindi necessario portare l’ulivo a produrre il massimo carico di fiori, realizzando le condizioni nutrizionali, idriche e sanitarie ottimali per evitare stress alla pianta e renderla più feconda.