Sardegna Ricerche, 12 Giugno 2015

Tecnologia e agroalimentare: Primo Principio racconta l'esperienza di VirtualZero

Di Carlo Contu

Il dibattito degli ultimi mesi sull'uso dell'olio di palma nell'industria alimentare sta dimostrando, al di là delle posizioni e degli schieramenti, quanto sia diventata importante la necessità di un consumo alimentare sempre più sostenibile e consapevole. D'altra parte, questa necessità può diventare una forza per i produttori più aperti al cambiamento: dare vita a un consumo consapevole significa infatti creare e divulgare dati e contenuti che i produttori possono utilizzare non solo per monitorare e perfezionare le tecniche di produzione, ma anche per diffondere in maniera trasparente la storia dei loro prodotti.

Proprio in questa direzione si muove VirtualZero, il servizio creato dalla società Primo Principio che, in collaborazione con ProdottoD'Italia, ha dato vita a O'You, il primo olio extravergine a Km 0 virtuale. Per capire meglio l'idea che sta dietro al progetto abbiamo parlato con Andrea Galante, responsabile della comunicazione di Primo Principio.

Cosa sono O'You e VirtualZero?

O'You è il primo olio extravergine a Km 0 Virtuale e a filiera trasparente. È un olio prodotto a Martano in provincia di Lecce da ProdottoD'Italia, azienda giovane ma che ha ereditato una lunga tradizione di produzione di qualità e che ha voluto scommettere su un progetto altamente innovativo per valorizzare una storia di eccellenza.

VirtualZero, soluzione tecnologica per il Km 0 virtuale, nasce e si sviluppa per raccontare la storia del prodotto, accorciare le distanze e supportare la qualità delle produzioni: dare vita a uno storytelling che racconti il valore e le eccellenze dei prodotti agroalimentari andando al di là del marketing da immaginario televisivo, rovesciando l'approccio della pubblicità tradizionale. L'idea di VirtualZero è quella di fornire uno strumento che sia utile innanzitutto alla produzione permettendo di ottimizzarla gestendo le varie fasi del lavoro agricolo: monitoraggio ambientale e agrometeorologico, caricamento di dati riguardanti fasi fenologiche, patologie e fitofagi, trattamenti e interventi, elaborazione indici e valori derivati, stime di produzione e performance. Allo stesso tempo VirtualZero dà la possibilità al produttore di condividere i dati e le informazioni, valorizzando la propria storia, il proprio lavoro, e avvicinando il consumatore ai reali processi di produzione.

Per quanto riguarda il team, sono varie le competenze che hanno concorso alla realizzazione del progetto: ovviamente ingegneri delle telecomunicazioni, che si sono occupati dell'ingegnerizzazione del sistema di reti di sensori wireless e telecamere affrontando le problematiche (non banali) di chi vuole portare la tecnologia in un contesto rurale, e poi informatici e sviluppatori web, che si sono occupati dello sviluppo della piattaforma. Allo stesso tempo il progetto si è avvalso del supporto costante di agricoltori e agronomi, che guidano lo sviluppo di funzionalità dedicate e interfacce. Infine, si aggiungono esperti di marketing e sociologi della comunicazione, che stanno seguendo il progetto dal punto di vista dell'aspetto sociale legato al modello alternativo di consumo economico, alimentare e culturale che sta dietro VirtualZero. La complementarietà delle competenze del team è un aspetto fondamentale: siamo convinti infatti che, per essere tale, un'innovazione non possa fermarsi alla dimensione del prodotto o servizio inteso in maniera isolata, ma debba agire a livello di ecosistema economico, sociale ed ambientale.

Com'è nata la collaborazione con ProdottoD'Italia?

La sfida di Primo Principio dalla sua fondazione è stata quella di portare i vantaggi delle tecnologie ICT in un settore cosiddetto tradizionale come quello agroalimentare. Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione infatti schiudono prospettive interessantissime per l'agroalimentare, radicalmente innovative. Come dicevo, queste tecnologie possono essere applicate per il miglioramento gestionale delle fasi della produzione, in quanto garantiscono un importantissimo supporto alla decisione attraverso la raccolta e l'elaborazione di dati e informazioni strategiche. D'altro canto, tali tecnologie hanno un ruolo anche nel campo dell'innovazione sociale e, in particolare, nel rapporto tra produttore e consumatore, in quanto consentono una forma di comunicazione e "conversazione" che destruttura le forme di marketing tradizionale e riavvicina le distanze tra le parti.

Con ProdottoD'Italia abbiamo portato avanti esattamente questo progetto: da un lato, VirtualZero fornisce strumenti per l'ottimizzazione della produzione e, dall'altro, rende trasparente la filiera, al fine di innovare radicalmente il rapporto con la comunità di consumatori mediante il concetto del Km 0 virtuale. Grazie al progetto pilota O'You, ProdottoD'Italia ha conquistato in Puglia il Premio Regionale per l'innovazione "Principi Attivi" e, di recente, anche il primo premio del "Concorso Valignano", indetto dalla Camera di Commercio italiana in Giappone, come azienda che meglio rappresenta la valorizzazione del made in Italy e del business italiano nella terra del Sol Levante.

Cos'è la carta di identità digitale del prodotto? In che modo può favorire consumatori e produttori?

La carta d'identità digitale del prodotto è la modalità mediante la quale dati e informazioni sono raccolte e condivise in tempo reale con il consumatore mediante la piattaforma web VirtualZero. La carta d'identità digitale del prodotto riporta dati ambientali e agronomici, assieme a interventi, trattamenti e schede tecniche, il tutto corredato da contenuti multimediali (video, time-lapse, gallerie fotografiche, mappe interattive). In questo modo diventa possibile raccontare in maniera completa e trasparente la storia che sta dietro un prodotto, ma anche riallacciare una connessione culturale e di conoscenze tra il mondo della produzione e quello del consumo.

VirtualZero rende possibile una nuova esperienza di acquisto, tipica del Km 0, fondata sulla conoscenza e sulla completezza di informazione, ovvero sulla fiducia e sulla trasparenza anche a distanza. Il produttore, dal canto suo, usufruisce di uno strumento per raccontare direttamente al consumatore la sua storia di eccellenza, ottenendo così un importante risultato: valorizzare il proprio lavoro, superando l'idea di una pubblicità monodirezionale e riallacciando un legame empatico e culturale con la comunità dei consumatori.

EXPO Milano ha scelto come suo tema "Nutrire il pianeta". In che modo il connubio fra tecnologia e agricoltura può favorire la realizzazione di questo obiettivo?

È difficile parlare di tecnologia in maniera astratta; essa è sempre inserita e radicata in un progetto di innovazione che ha implicazioni sociali ed economiche che possono prendere strade alternative. Va da sé che può essere utilizzata in svariati modi e che ognuno di questi modi comporta implicazioni diverse. A volte anche non positive e questo purtroppo succede spesso.

Noi crediamo che mediante la tecnologia si possa ricostruire un rapporto culturale e umano profondo con il mondo dell'agricoltura e dell'agroalimentare. Il bene 'cibo' infatti è diverso da una merce qualsiasi: ha un valore culturale enorme, concorre fortemente a costituire le identità locali ed è portatore di comunità, di legame sociale e di biodiversità culturale. Nell'anno in cui l'evento mondiale EXPO è dedicato al tema "Nutrire il pianeta", con VirtualZero vogliamo portare un'idea di tecnologia al servizio della qualità, della trasparenza delle informazioni e, quindi, di una nuova filosofia e cultura del rapporto tra produttore e consumatore.

Mi fa piacere inoltre ricordare che VirtualZero è l'unico case-study italiano tra le iniziative monitorate dal progetto VRM dell'Università di Harvard, che si occupa di indagare nuovi paradigmi nelle relazioni tra consumatore e venditore. In Italia invece collaboriamo con un'interessantissima realtà che si chiama Rural Hub, centro di documentazione e ricerca sull'innovazione sociale in agricoltura e con la quale abbiamo in cantiere qualche iniziativa di cui ovviamente vi terremo aggiornati.

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